Un cablaggio al top per Stef Burns

Un cablaggio al top per Stef Burns

BigBox Magazine – Pubbliredazionale – Aprile 2021

Stef Burns (lead guitar di Vasco), Massimo Mantovani di M-Tech Audio (consulente e progettista per setup audio live e studio di professionisti non solo italiani) e Angelo Tordini (fondatore del marchio Reference Cables, da decenni promotore della qualità nel cablaggio audio) insieme nel laboratorio M-Tech Audio di Modena, rigorosamente distanziati e con mascherine. Il motivo: il nuovo setup chitarra-pedaliera-amplificatore di Stef Burns, realizzato da M-Tech Audio in collaborazione con Reference Cables.

STEF BURNS, PUREZZA DEL SUONO E AFFIDABILITÀ

Chiediamo a Stef quali sono state le sue richieste: “Anzitutto, il sistema deve funzionare sempre ed essere affidabile. Poi il suono deve essere il più puro possibile, in nessun modo colorato se non con gli effetti che voglio inserire io o con le mie impostazioni sull’amplificatore. Se tutto è ok, mi basta suonare e godere!”. Sì perché Stef vuole sentirsi il suono addosso: “il suono che ho sempre avuto fin da quando suonavo nei club è quello che arriva dalle casse dell’amplificatore, dalla batteria, dai side fills e dagli stage monitor”.

Qui in M-Tech Audio, Stef imbraccia la sua fedele Stratocaster del Fender Custom Shop, ma l’attenzione di tutti è rivolta alla pedaliera completamente ricablata da Mantovani con cavi e connettori Reference: “questa pedaliera è stata progettata per controllare tutti i suoni dei miei effetti. È una cosa meravigliosa quando sei in un concerto dove non hai tempo per passare da un set all’altro, soprattutto nel pop o nel prog dove ci sono molti cambiamenti. Per ridurre il numero di pedali senza rinunciare a molti suoni diversi, ho scelto due Strymon TimeLine e Mobius e il NovaDrive TC Over-drive/Distortion controllabili via MIDI. Massimo è un vero ‘architetto del suono’. Anche il mio amplificatore Marshall JCM900 aveva sempre un suono sottile e quando ci ha messo su le mani lui è migliorato tantissimo anche sui suoni clean.

Conosco anche Reference Cables da molti anni. Provando un po’ di cavi avevo notato subito che erano di qualità, così uso da sempre un RIC01. Oggi ho provato anche il RIC-O-ZERO (per chitarre vintage, NdR), che ha un suono molto rotondo e pieno, meno diretto del RIC01”.

Stef dispone ora anche di una novità assoluta per il mercato: il cavo QU4TTRO Reference Cables, che incorpora tre cavi per segnali audio e uno di controllo (footswitch e Midi). Il tutto in una guaina in poliuretano robusta e flessibile al tempo stesso, ottimo per stare su un palco in sicurezza.”Ora posso utilizzare il sistema in ogni occasione” conclude Stef: “dal giardino di casa mia al palco del grande Vasco!”.

MASSIMO MANTOVANI , L’ARCHITETTO DEL SUONO

Chiediamo a Massimo Mantovani come definirebbe il progetto sonoro di Stef Burns e come è riuscito a pre- servarne le caratteristiche: “Direi che è essenziale, diretto e dinamico. L’esigenza primaria da soddisfare era quella di trasferire il giusto feeling dalla chitarra alle orecchie, passando dai pedali e dall’amplificatore, dando una risposta immediata e reattiva al suono che Stef genera. L’idea di base è stata quella di creare un sistema pulito e trasparente che non introducesse nessun tipo di rumore o alterazione sul suo suono.

Doveva essere al tempo stesso qualcosa di molto versatile, come può essere un sistema complesso, ma pulito come può essere la catena chitarra-pedali-amplificatore. La scelta di progetto e dei materiali da usare è andata verso qualità alta, affidabilità e trasparenza, garantendo paradossalmente anche quelle caratteristiche sonore eccessive che fanno il suono di Stef e che non devono essere messe in discussione o modificate dalla strumentazione”.

La pedaliera è cablata in un’ottica di estrema ottimizzazione da tutti i punti di vista: “Si è cercato di disegnare un percorso il più lineare possibile includendo nel percorso solo gli effetti necessari in quel determinato momento e ottimizzando ogni singolo elemento. Se c’era qualche effetto con qualche difetto, si è cercato di correggerlo, così come sull’amplificatore. Il progetto prevede un sistema di automazione che gestisce la catena dei pedali. Questi vengono inseriti e bypassati permettendo di avere, in questo caso, una decina di pedali, che però agiscono due o tre alla volta al massimo sul percorso del segnale. Questo porta a due vantaggi: minori disturbi ed effetto parassita e un’automazione che consente scene e preset richiamabili velocemente da Stef”.

Ci sono delle tipologie di effetto su cui è più difficile preservare la qualità del segnale? Massimo risponde che “paradossalmente, i pedali che alterano di più la natura del suono, come i pitch shifter, gli harmonizer o i chorus, nascondono anche i difetti del segnale, mentre una leggera distorsione, un delay, un echo o un riverbero, essendo effetti che si sovrappongono al segnale diretto in maniera parziale, se ne alterano il contenuto, comportano particolari disagi”.

L’ottimizzazione del setup ha previsto anche “un’occhiata” al Marshall JMC900 di Stef: “per un chitarrista elettrico, un amplificatore è paragonabile alla chitarra, cioè è una parte importante del suono”, spiega Massimo: “Dopo averne analizzato tecnicamente il buon funzionamento, mi sono occupato di ottimizzare gli aspetti che danno soddisfazione al chitarrista correggendo quelli che invece lo infastidiscono. Il Marshall JMC900 di Stef è nato negli anni Novanta e dunque ha una caratterizzazione di suono molto acida e fredda. Così ho cercato di far suonare il canale Clean in modo più simile ai vecchi Marshall, che avevano la caratteristica di passare dal suono Clean all’Overdrive in maniera progressiva e naturale, reagendo all’impulso del chitarrista con un timbro sempre caldo. Per quanto riguarda il suono distorto, prima ho osservato il modo in cui Stef usa l’amplificatore e, seguendo il lavoro che avevo fatto anche con Maurizio Solieri, abbiamo lavorato nella stessa direzione di suono morbido ma grosso, con timbri medi presenti per bucare di più nel suono della band ma senza dare fastidio agli altri”.

Poi è nata la collaborazione con Reference Cables: “Il cablaggio in un sistema di questo genere è costituito da molti cavi, perciò è importante la qualità di ogni singola connessione, anche perché qualsiasi cosa venga inserita nel percorso del segnale, in un modo o nell’altro lo altera. Realizzando da noi tutti i cavi, stiamo attenti alla scelta dei materiali. Reference ci ha proposto cavi di dimensioni più contenute da poter usare in grande quantità per il collegamento dei pedali e con dei connettori estremamente compatti, capaci però di garantire elevata qualità di costruzione e affidabilità. Visto che già Stef usava cavi Reference con la sua chitarra, è stato coerente decidere di usare Reference anche per i nostri cablaggi perché ha semplificato il lavoro e ottimizzato il risultato”.

REFERENCE CABLES, I VEICOLI DELLA MUSICA
Stef Burns è un musicista speciale che riesce a interpretare con naturalezza il senso del progetto Reference Cables: “È l’artista il primo filtro. È lui che giudica il suo progetto sonoro e di conseguenza sceglie i suoi strumenti, cavi compresi”, spiega Angelo Tordini: “un cavo di collegamento non deve togliere nulla di quello che Stef ha deciso di tenere per il suo suono. Per questo scopo gli abbiamo dato cavi RIC43FX in rame argentato con poliuretano all’esterno che lo rende molto robusto e quindi affidabile. Per collegare la sua pedaliera all’ampli è stato progettato uno specifico cavo QU4TTRO (da 15 m), composto da tre cavi di segnale per le funzioni di Send, Return e Out più un quarto comprendente otto conduttori che, nel caso di Stef, sono stati utilizzati, i primi due e la calza, per il Midi, e gli altri 6 accorpati per coppie (3) assemblati con jack TRS, per il cambio canali. Un cavo RPCM01, un multistrand costituito da sette gruppi di cavi uniti a treccia, collega la testata alla cassa dell’amplificatore, mentre un RMC01 è collegato al microfono che riprende il segnale dall’amplificatore”.